sabato 15 settembre 2012

E' partita "Accesso totale", l'iniziativa che verifica l'accessibilità di Roma

Più che un tour, una vera "odissea": così il Dipartimento nazionale Politiche per il superamento dell'handicap dell'Italia dei Valori descrive la prima tappa di "Accesso totale", l'iniziativa partita mercoledì a Roma per verificare l'accessibilità della Capitale.

Il percorso partiva dalla metro Colosseo e terminava alla stazione Termini
"Purtroppo il montacarichi del Colosseo per raggiungere la banchina non è riuscito a far scendere un giornalista disabile in carrozzina che ha dovuto desistere e abbandonare il gruppo proprio all'inizio del viaggio", si legge nel resoconto diffuso dal Dipartimento. 
Il gruppo ha quindi proseguito per la stazione Termini, dove però "una volta scesi dal vagone si è registrata la totale assenza di indicazioni - riferisce la nota - Solo dopo aver chiesto informazioni e dopo aver varcato un paio di uscite di emergenza, l'accoglienza ha indicato il passaggio verso un tunnel che porta all'ascensore in Piazza dei Cinquecento. 
Le porte, però, si sono aperte su una buca". 

Il gruppo si è infine diretto alla fermata dell'autobus 75, per tornare al Colosseo, "ma i primi due autobus contrassegnati dal simbolo per il trasporto disabili non erano provvisti della pedana. 
Così, dopo la segnalazione e un'ora di attesa sotto il sole, è intervenuto un ispettore Trambus ed è stato messo a disposizione un pullmino adibito. 
Si è giunti a destinazione alle ore 14.00. 

Quindi per due fermate di metropolitana e quattro di autobus ci sono volute 2 ore e un quarto". Commenta Mario Dany De Luca, responsabile del dipartimento nazionale politiche per il Superamento dell'handicap dell'Italia dei Valori: " Pensavo che piovesse, ma non che grandinasse. E' sconcertante lo stato dei mezzi pubblici: avremmo voluto fare un giro anche attraverso i luoghi culturali ma solo per fare un paio di chilometri abbiamo perso due ore. Non è solo l'assenza di strutture ma l'assenza di una politica dell'accoglienza: se una persona disabile volesse fare un giro da solo non riuscirebbe ad andare oltre la strada di casa. 
L'autonomia per i disabili è ancora un'utopia e c'è molto lavoro da fare". 
Sulla stessa linea anche il Segretario Idv di Roma, Roberto Soldà: "Quella di oggi è stata una vera e propria odissea. Possiamo affermare che se un gruppo di 10 disabili decidesse di girare con i mezzi pubblici si fermerebbe la città." 

Ma "la cosa che più infastidisce - conclude Domenico Barbuto, responsabile dipartimento Enti Locali Idv Lazio - è la menzogna: perché contrassegnare i mezzi o i percorsi come accessibili quando poi non lo sono? E' veramente frustante per una persona disabile sperare sempre e solo nella sensibilità delle persone, mentre vengono calpestati i propri diritti".

Di seguito il video di presentazione dell'iniziativa.




[Fonte: Superabile INAIL]

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