"Roma città off limits per le mamme e i loro bimbi in passeggino alle prese con metro e autobus. Ascensori e scale mobili assenti, montacarichi solo su richiesta, regolamenti privi di senso".
È quanto denuncia il mensile Quattroruote sul numero di settembre con un articolo sulle tante difficoltà con cui le mamme della capitale devono fare i conti ogni giorno.
"La linea metropolitana sul fronte dell'accessibilità - si legge nell'anticipazione - si dimostra un vero disastro: su 27 fermate della linea A ben 9 non hanno ascensori nè scale mobili. No ascensori in tutta la zona da piazza del Popolo a piazza della Repubblica (fermate Flaminio, Spagna, Barberini e Repubblica); in quelle Ottaviano-San Pietro e Lepanto assenti anche le scale mobili".
martedì 28 agosto 2012
Metro e bus, la denuncia: Roma non adatta a mamme e passeggini
giovedì 9 agosto 2012
Provincia di Roma: Procura chiude indagini su ''Amico Bus'', 29 indagati
Mezzi non omologati e usati per altri servizi. In 29 rischiano il processo per la questione ''Amico Bus''.
La Procura di Roma ha infatti chiuso l'inchiesta sul servizio di trasporto extraurbano a chiamata riservato ai diversamente abili, che la Provincia ha sospeso 16 mesi fa dopo ''la risoluzione del contratto per inadempimento degli obblighi della ditta titolare''.
Il pm Stefano Rocca Fava, coordinato dal procuratore aggiunto Nello Rossi, secondo quanto riferisce ''Il Tempo online'', ha formalizzato la conclusione dell'indagine, atto che di norma precede la richiesta di rinvio a giudizio, nei confronti di 29 persone, tra cui anche un assessore provinciale e alcuni dirigenti di Palazzo Valentini.
Nei confronti degli indagati le accuse sarebbero di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla turbativa d'asta.
Gli accertamenti dei magistrati erano iniziati oltre 2 anni fa, dopo il sequestro, avvenuto nell'aprile del 2010, di 39 pullmini per il trasporto disabili gestito dalla società Ati Schiaffini Travel SpA.
Secondo quanto accertato dai pm i minibus posti sotto sequestro non sarebbero stati omologati. E gli inquirenti avrebbero riscontrato anche l'assenza di mezzi per la copertura delle linee nell'hinterland, come invece previsto dai programmi che venivano impiegati su altre tratte (servizi di trasferimento verso Fiumicino e l'aeroporto Leonardo Da Vinci) senza la presenza di portatori di handicap.
Una truffa, secondo le conclusioni della Procura, in quanto i bus sarebbero stati utilizzati per altre attività pur figurando regolarmente operativi.
[Fonte: Agenzia ASCA]
La Procura di Roma ha infatti chiuso l'inchiesta sul servizio di trasporto extraurbano a chiamata riservato ai diversamente abili, che la Provincia ha sospeso 16 mesi fa dopo ''la risoluzione del contratto per inadempimento degli obblighi della ditta titolare''.
Il pm Stefano Rocca Fava, coordinato dal procuratore aggiunto Nello Rossi, secondo quanto riferisce ''Il Tempo online'', ha formalizzato la conclusione dell'indagine, atto che di norma precede la richiesta di rinvio a giudizio, nei confronti di 29 persone, tra cui anche un assessore provinciale e alcuni dirigenti di Palazzo Valentini.
Nei confronti degli indagati le accuse sarebbero di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla turbativa d'asta.
Gli accertamenti dei magistrati erano iniziati oltre 2 anni fa, dopo il sequestro, avvenuto nell'aprile del 2010, di 39 pullmini per il trasporto disabili gestito dalla società Ati Schiaffini Travel SpA.
Secondo quanto accertato dai pm i minibus posti sotto sequestro non sarebbero stati omologati. E gli inquirenti avrebbero riscontrato anche l'assenza di mezzi per la copertura delle linee nell'hinterland, come invece previsto dai programmi che venivano impiegati su altre tratte (servizi di trasferimento verso Fiumicino e l'aeroporto Leonardo Da Vinci) senza la presenza di portatori di handicap.
Una truffa, secondo le conclusioni della Procura, in quanto i bus sarebbero stati utilizzati per altre attività pur figurando regolarmente operativi.
[Fonte: Agenzia ASCA]
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martedì 10 luglio 2012
Comunicato Stampa: Disabili, a rischio le Case Famiglia. Alemanno non mantiene le promesse
Riceviamo e pubblichiamo il Comunicato Stampa di ConfCooperative Lazio, AGCI Lazio, LegaCoopSociali e Casa al Plurale.
Il 30 novembre 2011 il consiglio comunale, con il voto di maggioranza e opposizione, decise di dare alle case famiglia parte dei soldi arretrati dovuti ma mai corrisposti.
Con quei soldi si sarebbe allontanato il rischio di chiusura per molte case.
I soldi non sono MAI arrivati, per inerzia dell’amministrazione e della burocrazia. Ci chiediamo: con quali criteri la ragioneria del comune paga i servizi?
Riteniamo gravissimo che le priorità di spesa della città non siano di evidenza pubblica e che alcuni siano pagati e altri no, senza un criterio chiaro.
Meno del 50% del necessario viene oggi corrisposto alle Case famiglia che assistono a Roma persone con disabilità gravi.
L’inevitabile chiusura delle Case famiglia: un dramma umano e sociale da scongiurare Roma, 9 luglio 2012 “Si chiude una porta, si apre un portone”.
Non sarà questo però il destino che aspetta le 54 Case famiglia della città che ospitano 380 persone con disabilità gravi, se Roma Capitale non interverrà al più presto attribuendo nuove risorse. Così scrivevamo esattamente sei mesi fa. Quel portone (del Campidoglio) si è richiuso, dopo aver ricevuto tutte le rassicurazioni del caso…
Le associazioni che sostengono le Case famiglia si sentono prese in giro, avevano ricevuto l’assicurazione da tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione, che avevano dichiarato il tema come “prioritario”. Da marzo 2007 il Comune di Roma non adegua le rette corrisposte alle Case agli effettivi costi di gestione, versando meno del 50% di quello che servirebbe. Diversi appelli sono stati rivolti alle istituzioni negli ultimi mesi dalle associazioni che si impegnano ogni giorno per garantire una qualità di vita degna ai cittadini più fragili. Proprio quelli che rischiano oggi di diventare “i più soli tra i soli”.
“Siamo increduli ma anche certi che il Sindaco saprà richiamare ciascuno alle proprie responsabilità: c’era un preciso impegno del vicesindaco Sveva Belviso, e io credo alla parola che mi viene data!” ha commentato Luigi Vittorio Berliri, presidente di Casa al Plurale, “come già ho detto, se non troviamo i finanziamenti indispensabili per coprire i costi delle Case, saremo costretti a riconsegnare al Sindaco le chiavi delle 54 strutture che accolgono nella Capitale persone con disabilità medie e gravi. “Le associazioni che operano a sostegno delle persone con disabilità si rivolgono quindi alle istituzioni tutte - Roma Capitale, Provincia, Regione Lazio - per trovare subito soluzioni percorribili.
“Chiediamo il rispetto degli impegni presi, per garantire l’indispensabile – hanno aggiunto Ciro De Geronimo di Confcooperative Lazio, Pino Bongiorno di Legacoopsociali Lazio, Eugenio De Crescenzo di AGCI Lazio - le Case famiglia sono la metà di quante ne servirebbero, chiediamo un impegno serio a favore dei cittadini più deboli, dove andranno altrimenti i prossimi? In istituto? Le case sono un patrimonio per la città. Vere e proprie abitazioni che rappresentano la casa, la famiglia, la vita intera di persone altrimenti completamente sole”.
Ufficio Stampa: – ufficiostampa@casaalplurale.org
Il 30 novembre 2011 il consiglio comunale, con il voto di maggioranza e opposizione, decise di dare alle case famiglia parte dei soldi arretrati dovuti ma mai corrisposti.
Con quei soldi si sarebbe allontanato il rischio di chiusura per molte case.
I soldi non sono MAI arrivati, per inerzia dell’amministrazione e della burocrazia. Ci chiediamo: con quali criteri la ragioneria del comune paga i servizi?
Riteniamo gravissimo che le priorità di spesa della città non siano di evidenza pubblica e che alcuni siano pagati e altri no, senza un criterio chiaro.
Meno del 50% del necessario viene oggi corrisposto alle Case famiglia che assistono a Roma persone con disabilità gravi.
L’inevitabile chiusura delle Case famiglia: un dramma umano e sociale da scongiurare Roma, 9 luglio 2012 “Si chiude una porta, si apre un portone”.
Non sarà questo però il destino che aspetta le 54 Case famiglia della città che ospitano 380 persone con disabilità gravi, se Roma Capitale non interverrà al più presto attribuendo nuove risorse. Così scrivevamo esattamente sei mesi fa. Quel portone (del Campidoglio) si è richiuso, dopo aver ricevuto tutte le rassicurazioni del caso…
Le associazioni che sostengono le Case famiglia si sentono prese in giro, avevano ricevuto l’assicurazione da tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione, che avevano dichiarato il tema come “prioritario”. Da marzo 2007 il Comune di Roma non adegua le rette corrisposte alle Case agli effettivi costi di gestione, versando meno del 50% di quello che servirebbe. Diversi appelli sono stati rivolti alle istituzioni negli ultimi mesi dalle associazioni che si impegnano ogni giorno per garantire una qualità di vita degna ai cittadini più fragili. Proprio quelli che rischiano oggi di diventare “i più soli tra i soli”.
“Siamo increduli ma anche certi che il Sindaco saprà richiamare ciascuno alle proprie responsabilità: c’era un preciso impegno del vicesindaco Sveva Belviso, e io credo alla parola che mi viene data!” ha commentato Luigi Vittorio Berliri, presidente di Casa al Plurale, “come già ho detto, se non troviamo i finanziamenti indispensabili per coprire i costi delle Case, saremo costretti a riconsegnare al Sindaco le chiavi delle 54 strutture che accolgono nella Capitale persone con disabilità medie e gravi. “Le associazioni che operano a sostegno delle persone con disabilità si rivolgono quindi alle istituzioni tutte - Roma Capitale, Provincia, Regione Lazio - per trovare subito soluzioni percorribili.
“Chiediamo il rispetto degli impegni presi, per garantire l’indispensabile – hanno aggiunto Ciro De Geronimo di Confcooperative Lazio, Pino Bongiorno di Legacoopsociali Lazio, Eugenio De Crescenzo di AGCI Lazio - le Case famiglia sono la metà di quante ne servirebbero, chiediamo un impegno serio a favore dei cittadini più deboli, dove andranno altrimenti i prossimi? In istituto? Le case sono un patrimonio per la città. Vere e proprie abitazioni che rappresentano la casa, la famiglia, la vita intera di persone altrimenti completamente sole”.
Ufficio Stampa: – ufficiostampa@casaalplurale.org
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giovedì 5 luglio 2012
Concorso di Idee “Bruno Tescari”: progetti a favore dei percorsi d’autonomia, di mobilità e di socializzazione delle persone disabili
Provincia di Roma - Dipartimento IX
Direzione
Viale di Villa Pamphili 100 - 00152 Roma
Direzione
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Concorso di Idee “Bruno Tescari”
Avviso pubblico per progetti che favoriscano i percorsi d’autonomia, di mobilità e di socializzazione delle persone disabili.
Saranno ammessi a valutazione progetti presentati esclusivamente da:
- soggetti giuridici privati che svolgono attività senza fini di lucro;
- soggetti che attestino, a pena di esclusione, la loro costituzione da almeno 1 anno
I soggetti proponenti potranno presentare i progetti singolarmente oppure costituiti in ATI.
Scadenza: 08 agosto 2012
Tutte le informazioni sono reperibili all'indirizzo http://www.provincia.roma.it/attiedocumenti/avvisi/concorso-di-idee-bruno-tescari-avviso-pubblico-progetti-che-favoriscano-i-perc
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martedì 3 luglio 2012
Roma, 13 luglio: spettacolo teatrale "Se mi ami fammi un segno... ho finito le pile!" con i Diversamente Comici
I Diversamente Comici a Roma nella magica e "fresca" cornice dei Giardini Della Filarmonica Romana.
Teatro91 presenta:
Se mi ami fammi un SEGNO… ho finito le pile!
Risate per tutti… rivoluzionario cabaret per sordi e udenti.
Se mi ami fammi un SEGNO… ho finito le pile!
Risate per tutti… rivoluzionario cabaret per sordi e udenti.
Giuditta Cambieri e Francesco D’Amico vi aspettano per passare insieme una divertente serata sotto le stelle.
Risate estive assicurate per tutti.
venerdì 13 luglio
Giardini della Filarmonica Romana
Via Flaminia, 118
inizio spettacolo ore 21.30
Per informazioni e prenotazioni:
tel: 06.3211117
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